| L'arabo in classe | L
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Chi è il "mio asino"?
Nella mia vita lasino è una faccenda seria
Per me è
un essere sacro come lo era lo scarabeo presso gli antichi Egizi
Lho conosciuto
nellinfanzia nellimmagine di un bellasinello che i miei avevano comprato
per trenta piastre e che avevano assegnato alle mie passeggiate in campagna. Aveva un
piccolo basto rosso che non posso dimenticare. Era il mio migliore amico
Non ci
separavamo che per dormire
Avevamo la stessa età: lui era cioè negli anni
dellinfanzia per la sua specie, ed io nella mia dinfanzia.
In questo clima daffetto vivemmo finché i giorni non ci divisero: io andai a scuola
in città, mentre lui rimase nella sua campagna
Ritornai unestate, dopo anni. E trovai che la vita era stata ingrata verso di lui.
Gli avevano così strappato dal dorso il basto rosso per gettarlo in un luogo abbandonato
e mettervi al suo posto due ceste cariche di torba, concime e argilla
Mi avvicinai a
lui. Gli strofinai con il palmo della mano la testa coperta di polvere. Lui mi guardò
tristemente come se dicesse: "Hai visto?
Se nè forse già andata
linfanzia, sono già passati i giorni della felicità?"
Quello sguardo penetrò come una lama nel mio cuore. Mi guardai attorno dicendo: "Ma
non potevate evitargli questo lavoro faticoso e umiliante
Potevate tenerlo almeno per
cavalcare!"
Come se mi capisse, alzò la testa verso di me per dirmi: "E inutile! Non ti
sprecare per loro. Nessuno a parte te mi riconosce un qualche valore!"
Non riuscii ad intercedere perché cambiasse qualcosa di ciò che era stato scritto, e lo
abbandonai al suo destino
Poi raggiunsi letà della giovinezza
Terminai gli studi e lavorai come autore
di commedie. Non persi loccasione di fare dellasino un personaggio di una mia
commedia. E così egli apparve sul palcoscenico. Io non lo vidi,
però
.peccato
Avevo già lasciato lEgitto per andare in Europa, ma mi
giunse notizia che lasino aveva adempiuto al suo compito in modo perfetto. Fece la
sua parte nella commedia così da meritare lammirazione, e guardò il pubblico
presente con uno sguardo intenso.
Poi fece qualcosa di poco educato e sporcò il palcoscenico del teatro. Uscì, tra
il disappunto degli attori e il rumoreggiare dei presenti e degli spettatori. Mi venne
comunicato che lasino fu picchiato per questo, buttato fuori e umiliato. Se fossi
stato presente, avrei difeso io quel poveretto!
Credo proprio che egli avesse percepito istintivamente che il pubblico non aveva capito la
pièce. E così mi aveva sostituito nel mostrare il proprio disprezzo nel modo che
riteneva adatto.
(Tawfiq al-Hakim, 1958)
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