Lingua e cultura del mondo berbero

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a cura della Associazione Culturale Berbera in Italia

Agraw Adesan n Imazighen deg Telyan

L A   B A B E L E    D E L
L E V A N T E

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stella_berb1.gif (1830 byte) statuto dell'A.C.B.I.

stella_berb1.gif (1830 byte) alfabeto tifinagh

stella_berb1.gif (1830 byte)  domenica
a Cremona

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festeggia con noi  
2953 - YENNAYER
Capodanno berbero
Domenica 19 gennaio 2003, Centro Sociale di via Aspromonte, Rozzano 

 

 

Link berberi  

http://www.waac.org/library/listsites/amazigh.html    http://server45.hypermart.net/titrit/recherche.html

 

La biblioteca dell'Associazione Culturale Berbera in Italia
Elenco dei volumi disponibili 
presso la sede di Milano

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stella_berb1.gif (1830 byte)  un menù berbero

stella_berb1.gif (1830 byte)  il Corano in berbero

stella_berb1.gif (1830 byte)  Mammeri
raccoglie Si Mohand

Dalle aree sensibili della cartina è possibile visualizzare i singoli territori berberi

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da
Awal  n Tmazight
La Voce Berbera, bollettino della Associazione Culturale Berbera


Chi sono i Berberi?



I Berberi sono gli abitanti del Nordafrica, che popolano questo territorio fin dall’Antichità.
Dopo 1300 anni dalla conquista araba, più di 15 milioni parlano ancora la lingua berbera (tamazight), una lingua camitica, diversa dall’arabo (che è una lingua semitica). Ma anche la maggior parte degli "Arabi" del Nordafrica in realtà sono Berberi passati a parlare un dialetto arabo.
La parola "Berberi" proviene da "barbari", ed è stata coniata dai popoli invasori. Il nome con cui essi stessi preferiscono chiamarsi è quello di Imazighen (al singolare: Amazigh), che vuol dire "uomini liberi".
I nomi di alcuni popoli berberi compaiono già nelle più antiche iscrizioni egiziane, intorno al 3000 a.C., quando ancora l’Egitto non era stato unificato. Essi furono sempre una minaccia per i faraoni, e nel 950 a.C. una dinastia berbera ("libica") conquistò il potere con Sheshonq,
che estese le sue conquiste fino alla Palestina.
Dopo questa prima fase espansiva la storia del Nordafrica è una storia di invasioni di popoli stranieri: per limitarci alle epoche storiche, ricordiamo la colonizzazione fenicia e greca, la conquista romana (I secolo a.C.), poi quella vandalica (V secolo d.C.), quindi la conquista bizantina (VI secolo), ben presto seguita dalle ondate di invasioni arabe - avvenute a più riprese, dalla prima di ‘Uqba b.Nafi (VII secolo) alle scorrerie dei Banu Hilal nell’XI secolo -, a loro volta seguite dall’arrivo dei Turchi (XVI secolo) e dalla colonizzazione europea. I Berberi seppero a volte resistere con capi valorosi (Massinissa, Giugurta, la Kahina, Kusayla, Abdelkrim…) ma finirono per cedere agli invasori le terre più fertili ritirandosi per lo più sui monti e nei deserti.
Molti Berberi acquisirono le lingue degli invasori, e diedero un loro apporto originale alle culture e alle religioni di questi ultimi.
Ecco alcuni nomi a titolo di esempio:

l'imperatore romano Settimio Severo

il papa San Vittore (martire nel 203)

scrittori latini: Apuleio, Frontone, autori cristiani: Tertulliano, Arnobio; padri della Chiesa: San Cipriano e Sant’Agostino, ecc..

le dinastie musulmane degli Almoravidi e degli Almohadi (XI-XII secolo), che dominarono anche su gran parte della penisola iberica

molti scrittori "maghrebini di lingua francese" come Jean Amrouche, Mouloud Feraoun, Mouloud Mammeri, ecc. (tutti questi, però, conservarono un saldo legame con la cultura d’origine e produssero anche opere in Berbero)

personaggi odierni dello sport e dello spettacolo, come l’attrice Isabelle Adjani e il calciatore Zineddin Zidane, ecc…

Anche i Tuareg, gli "uomini blu" del Sahara sono berberi e conservano molte antiche tradizioni tra cui l’originale scrittura tifinagh, erede dell’alfabeto numidico dell’antichità.
Anche se la cultura berbera è rimasta per secoli prevalentemente orale, una ricca letteratura, risalente anche a tre o quattro secoli fa è ancora conservata e tramandata. E molti autori di romanzi, poesie, film, teatro, canzoni producono oggi opere in lingua tamazight.
Molti Berberi sono oggi emigrati in Europa, e desiderano mantenere i contatti tra di loro e con la madrepatria per conservare, arricchire e far conoscere il loro patrimonio culturale. Per questo è nata AGRAW ADELSANT N IMAZIGHEN DEG TELYAN (Associazione Culturale dei Berberi in Italia)

Perchè un associazione
culturale berbera
in Italia?

L’idea di un’Associazione Culturale Berbera – che si è costituita formalmente l’8 febbraio 1998 ma di fatto era già operante da un paio d’anni – è nata nel quadro dell’ampio sviluppo che negli ultimi anni ha conosciuto il movimento associativo berbero in tutti i paesi del Nordafrica e dovunque ci sia una presenza di Berberi emigrati.

In Italia la situazione iniziale si presenta ancora più svantaggiata che negli altri paesi, per l’assoluta ignoranza – anche negli strati più colti della popolazione – sia delle problematiche nordafricane nel loro complesso sia di quelle specifiche dei Berberi. Ben pochi oggi in Italia sanno chi siano i Berberi. Nel migliore dei casi essi vengono confusi con gli Arabi, in seguito alla martellante propaganda dei governi dei loro paesi d’origine, che tendono ad accreditarsi senza mezzi termini come "paesi arabi", amputando disinvoltamente la propria storia e la propria identità di una componente ricca, variegata e tuttora assai vitale. Chi ha un’idea, oggi in Italia, di quante vessazioni sono state (e vengono tuttora) imposte in questi paesi nel nome dell’"arabizzazione"? Quanti sanno che decine di milioni di persone parlano una lingua (il Berbero) che è completamente ignorata nella costituzione, nel sistema scolastico, nell’Amministrazione di questi stati del Nordafrica, mentre i gruppi dirigenti riconoscono e cercano di inculcare nella popolazione l’uso di un’unica lingua (l’arabo "classico") che non è la lingua madre di alcun Nordafricano?
Non stupisce che siano ben pochi, oggi, i Berberi che come tali si presentino agli Italiani. Per esempio, benché una grande percentuale dei Marocchini residenti a Milano (una delle più grandi comunità straniere) siano di madrelingua berbera, quasi tutti tendono ad adeguarsi a come li vediamo noi e si adattano a farsi considerare "Arabi".
In assenza di punti di riferimento "berberi", l’omologazione alla lingua italiana e l’abbandono del Berbero sono conseguenze inevitabili, anche per i figli di coppie in cui ambedue i genitori siano Berberi.
Ma negli ultimi anni la Cultura Berbera sta conoscendo uno sviluppo senza precedenti: non si contano più ormai i libri e le riviste in Berbero e i dizionari di neologismi; decollano le iniziative culturali su scala mondiale (agosto 1997, isole Canarie: 1° Congresso Berbero Mondiale); si sviluppano i siti internet e i forum telematici dedicati alla lingua Berbera; la grande qualità di musica e testi dei cantautori berberi viene sempre più apprezzata anche all’estero; negli ultimi anni, film in lingua Berbera hanno conquistato premi e riconoscimenti in tutto il mondo (uno ha vinto il festival del Cinema Africano a Milano nel 1996), ecc…
Per questo, si è fatta sempre più forte l’esigenza di costituire un nucleo di aggregazione per i numerosi Berberi presenti a Milano, dove sia possibile ritrovarsi e fruire di tutta questa produzione culturale, leggere libri e riviste in berbero, allestire iniziative aperte alla comunità ospitante per far conoscere anche a Milano e all’Italia il patrimonio culturale dei Berberi.

E-mail associazione

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Otto febbraio 1998: si festeggia la fondazione
della associazione

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La parola al presidente
Intervista a Vermondo Brugnatelli

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L'arabizzazione in Algeria


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Paul-Elie Dubois "La famille de Tinguelouz au Hoggar" o "Tinguelouz, femme noble" - Hoggar 1938

 

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