Ebraico

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Il ghetto di Varsavia

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Prima della Seconda Guerra Mondiale 380.000 Ebrei vivevano a Varsavia (un quarto dell’intera popolazione).
I Tedeschi cominciarono lo sterminio sistematico degli Ebrei, confinandoli in aree specificatamente demarcate.

Il Ghetto ebraico di Varsavia fu chiuso il 15 novembre del 1940 e venne separato dal resto della città da un muro alto tre metri.
L’area del Ghetto, di quattro chilometri quadrati, era divisa da ulica Chlodna (più avanti fu costruito un passaggio pedonale sopra ulica Chlodna per collegare quello che era chiamato il Grande Ghetto da quello detto Piccolo Ghetto).

Tutta la popolazione ebraica di Varsavia e dei dintorni venne trasferita nel Ghetto, dove si trovarono a vivere 500.000 persone, terribilmente stipate negli appartamenti (circa 400 persone per ogni casa).
Gli abitanti del Ghetto vennero costretti dai Tedeschi a lavori servili. Le razioni alimentari erano scarsissime. Il lavoro estenuante, la fame e le precarie condizioni igieniche causavano malattie e morte.
Nell’estate del 1942 i Tedeschi decisero la soluzione finale "della Questione Ebraica". In una foresta, a 100 chilometri da Varsavia, crearono un campo di sterminio: Treblinka.
A Varsavia venne costruita una piattaforma di raccolta (Umschlagplatz), dove ogni giorno circa 10.000 Ebrei venivano caricati sui treni destinati a Treblinka. Dal 22 luglio fino alla fine del settembre 1942 più di 200.000 ebrei di Varsavia furono condotti alla morte.
Il tragico destino di migliaia di ebrei fu condiviso anche dal dottor Janusz Korczak (1878-1942). Egli fu uno dei migliori pedagoghi nel periodo bellico, autore di molti manuali scolastici e libri per l’infanzia, fondatore e direttore di diversi orfanatrofi.
Fu ucciso a Treblinka, insieme con i suoi orfanelli, poiché non aveva voluto abbandonarli.
Il Piccolo Ghetto fu liquidato il 15 novembre 1942. Quello Grande fu limitato allo spazio di un solo chilometro.
Di fronte alla minaccia della liquidazione totale del Ghetto, il 19 aprile 1943, una rivolta, organizzata dall’Organizzazione Militare Ebraica, scoppiò nel Ghetto (sotto la guida di un giovane di 23 anni, Mordechai Anielewicz).
La rivolta durò tre settimane. In quella tragica azione trovarono un’eroica morte tutti i 16 capi della rivolta.
Otto giorni più tardi, un generale delle SS, Jurgen Stroop, distrusse la Grande Sinagoga in ulica Tlomackie. Fu il simbolo dello sterminio e della totale distruzione del Ghetto di Varsavia.
Il Ghetto non esisteva più.
Gli Ebrei sopravvissuti furono condotti nei campi di sterminio e l’area del Ghetto fu distrutta fin alle sue fondamenta.
Nel 1946 venne eretto un monumento, esposto come simbolica entrata in un tunnel.
Nel V anniversario della rivolta, nel 1948, fu ideato da Natan Rappaport il monumento agli Eroi del Ghetto di Varsavia, per commemorare la lotta e il sacrificio degli Ebrei del Ghetto.
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L'ultimo muro del Ghetto (foto A.D. Zgutka)

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