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INDONESIA

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Wayang    Kulit: 

il   teatro delle ombre 

 

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Anantaradja

kandel, kumandel

impulsivo, coraggioso ma imprudente

Gatotkatja

wani, mranlasi

valoroso e responsabile

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bhima2.jpg (15105 byte) Bhima

panggah, pangguh

onesto e adamantino

al contrario dei suoi fratelli, non porta le spalline riccamente decorate perché è un personaggio dal potere prevalentemente fisico. Inoltre porta i baffi, come simbolo di virilità e forza fisica, ed una lunga unghia ricurva al mignolo, come segno della sua potenza magica. E' un personaggio aggressivo e forte.

Alla base del Wayang Kulit, il teatro d’ombre giavanese e balinese, non vi sono soltanto le epiche indiane ed alcuni miti indigeni di carattere prettamente agrario ma anche la storia locale di importanti regni e di singoli stati e comunità. I dalang (coloro che fanno muovere le ombre) – veri e propri eruditi, mitografi e storici dell’oralità – non si sono limitati a trasmettere passivamente un sapere, quello contenuto nell’epos indiano, ma hanno invece intrecciato in maniera originale saperi differenti:
la materia epica indiana, i miti locali, i fatti di cronaca.
Uno spettacolo di Wayang Kulit è sempre preceduto da una serie di azioni rituali che si riconnettono alla funzione religiosa del teatro di ombre che tradizionalmente viene sempre richiesto da una famiglia in occasione della celebrazione di riti di passaggio e di purificazione di un individuo, oppure – e allora se ne fa carico tutta la comunità – in occasione di importanti rituali collettivi.
L’analisi iconografica del teatro di ombre rivela immediatamente un dato interessante, una contrapposizione tra le figure dei clown e le restanti figure. I panakawan e i penasar, pur nella loro deformità eccessiva, grottesca, sono raffigurati in maniera naturalistica, il disegno del loro corpo rispetta le proporzioni umane e mostra segni di patologie facilmente identificabili.
Una fondamentale distinzione di caratteri è fra quelli "delicati" (alus/manis) e quelli "vigorosi" (kasar/keras). Un carattere alus/manis è raffigurato non solo nei movimenti
esteriori, nel linguaggio, nel comportamento che è sempre controllato, improntato ad un ideale sereno ed equilibrato, ma è dotato anche di una sensibilità mistica, di uno sguardo interiore reso più acuto dalla frequentazione di pratiche ascetiche.
(da "Introduzione allo studio del teatro indonesiano: Giava e Bali"
di Vito Di Bernardi, ed. La Casa Usher, Firenze)

Prabu Puntadewa

sabar darana, lila legawa, pasrah ing Allah

devoto, generoso e benevolo

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karns.jpg (11463 byte) Karna

ladak, rusak

meschino, disubbidiente

 

Sri Kresna

witjaksana, gambira

acuto, saggio e prudente

Sri Kresna è il dio che incarna gli ideali giavanesi. Come tutti i personaggi alus ha gli occhi allungati a mandorla, il naso a punta, la bocca chiusa. Il fratello re Baladewa è il suo opposto: passionale, impetuoso, diretto.

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Sitor Situmorang ..
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