Sultanahmet,
la moschea blu

L A   B A B E L E    D E L
L E V A N T E

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Scena II

Istanbul – Come passa il tempo… Siamo nel 1609. Cosa sono queste voci che sussurrano nella notte? Ah! E’ il giovane Sultano Ahmet I e il suo Gran Visir.

Sultano Ahmet I – Tutti coloro che prima di me hanno regnato su questa città, hanno lasciato alla posterità un monumento che li rende gloria per sempre. L’Imperatore Giustiniano fu immortalato con Santa Sofia. Il mio avo, Mohammed al-Fatih, il Conquistatore – che dimora sicuramente in Paradiso – ha ornato Istanbul di moschee e di medrese e il grande architetto Sinan, costruendo la Suleymaniye, a nient’altro pari, ha donato a Solimano il Magnifico un’aureola di gloria per l’eternità.

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Il Gran Visir – Occorre trovare l’uomo che costruirà la vostra moschea, mio Sultano

Sultano Ahmet I – Sì, colui che avrà il talento e la fede per realizzare il mio sogno, che la posterità assocerà al mio nome; come trovare il mio "Grande Sinan"?

Il Grande Visir – E cosa ne dite del vostro primo architetto, grande Sultano? Mehmet Aga, detto Sedefkar, al quale la matematica e la geometria hanno rivelato tutti i loro segreti, e che domina con talento le Arti.

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